Di norma, sono almeno due le figure necessarie a realizzare un progetto digitale: il designer e lo sviluppatore. Presto uno dei due potrebbe essere tagliato fuori per colpa (o merito, decidete voi) dell’intelligenza artificiale. La Ulzard Technologies, startup di Copenaghen, ha infatti creato Pix2Code, un modello che è in grado di produrre codice per diverse piattaforme (incluse Android e iOS) partendo esclusivamente da un’idea grafica grezza, che si tratti di immagini in Raw o interfacce basilari. Tramite un’avanzata rete neurale, il programma può costruire un ambiente funzionante che funga da ecosistema principale per modifiche successive, da apportare anche manualmente. Il codice generato non è infatti chiuso ma passibile di aggiustamenti e integrazioni, come accade di norma durante un percorso di sviluppo.
Il vantaggio? Prima di tutto la velocità. Non stiamo parlando di macchine quantiche ma è evidente che l’interpretazione di una bozza e la sua stesura in codice rappresenta un procedimento che ai computer odierni può risultare più semplice che agli esseri umani. E non si tratta solo di tempistiche: stando ai primi risultati, Pix2Code può ottenere un 77% di accuratezza nel coding avendo come base uno screenshot iniziale. Secondo i fautori, più si andrà avanti e maggiormente crescerà l’algoritmo, tale da non rendere così lontani i tempi di una comprensione definitiva dell’idea da concretizzare, con un tasso di errore molto basso. Una rivoluzione copernicana? Si, assolutamente, che mette a evidente rischio il lavoro dei developer front-end, il cui ruolo potrebbe ridursi al solo limare il codice di Pix2.