Innovazione

Il Face ID di Apple rivoluzionerà Facebook

Il social network ha confermato l’avvio di un progetto che permetterà di autenticarsi sfruttando la ricostruzione 3D del volto tramite i sensori dell’iPhone X

Pubblicato il 03 Ott 2017

Paolo Longo

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Addio password, addio lettore di impronte, il futuro è del Face ID. Più della lettura del polpastrello, più della scansione dell’iride, è il riconoscimento tridimensionale di Apple la tecnologia che aumenterà la sicurezza della propria identità digitale. Se qualcuno nutriva qualche dubbio in merito al metodo di autenticazione biometrica che la Mela ha portato a bordo dei nuovi iPhone X allora basti sapere che c’è già chi, come Facebook, ha deciso di implementarlo per proteggere meglio i profili dei propri utenti.

Non si tratta di indiscrezioni o voci di corridoio ma di una conferma che arriva dal noto portale TechCrunch, che ha fatto un paio di chiacchiere con un membro del team del social network, che ha spiegato in che modo il Face ID migliorerà la gestione dei dati personali sulla piazza virtuale più popolata al mondo.

Il progetto

In pratica, Facebook sta già sperimentando internamente (e questo vuol dire che qualcuno ha già in mano un iPhone X) la possibilità di farsi riconoscere dal sistema tramite la scansione del proprio volto attuata tramite Face ID. Lungi dal voler sostituire del tutto l’attuale utilizzo della password, la tecnica servirà principalmente come step rafforzato di autenticazione nelle procedure di verifica in due passaggi. Se oggi, nel momento in cui si richiede il reset della chiave personale, si riceve un sms sul numero di cellulare verificato (solo se indicato nelle impostazioni), presto basterà farsi leggere il viso dall’algoritmo della compagnia per abilitare la ricezione di una nuova stringa segreta, nel caso si fosse persa o dimenticata la precedente.

Non sappiamo quando Facebook abiliterà tale opzione ma è evidente che tutto ciò accadrà non prima della metà di novembre, quando cioè l’iPhone X arriverà nei principali mercati, Italia compresa. Probabilmente il classico two step of verification presto potrà trasformarsi in un’unica procedura di scansione facciale, che con il tempo manderà in pensione password alfanumeriche e lettura dei polpastrelli e non solo sulla piattaforma 2.0. L’idea di Apple è semplice: abilitare i principali servizi a sfruttare il riconoscimento del volto in 3D, tramite l’accesso alle informazioni conservate in memoria.

La privacy?

Il problema è casomai un altro: chi avrà accesso a tali dati biometrici? Cupertino ha già spiegato di non memorizzare le scansioni sui propri server ma in una parte protetta del terminale. E le aziende terze? Gli elementi incrociati (password di Facebook + volto rilevato dall’iPhone X) si abbineranno sul cloud, sui server di proprietà o dove? Domande a cui dare risposta prima di esultare per i progressi, pur evidenti, che ci attendono.

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